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Purtroppo quest’anno il Gruppo d’Acquisto di Quartiere, non è partito per problemi logistici (ci serve una sede su cui appoggiarci ed il Malaussene non è più disponibile).

Ad ogni modo lasciamo questa pagina aperta in modo che se qualcun altro avesse dei locali da cedere all’attività possa essere il benvenuto.

 

Gruppo d’Acquisto di Quartiere

Che cos’è un gruppo d’acquisto? E’ un gruppo di famiglie che acquista collettivamente prodotti alimentari e non alimentari e li ridistribuisce ai soci.

 Come si coordinano i partecipanti?

Attraverso le Associazioni Mandamento Tribunali e Malaussene, di cui sono soci (o dell’una o dell’altra o di entrambe)

 Gli obiettivi?

1) Procurarsi con regolarità quello che i distributori del quartiere offrono ancora in modo saltuario (il biologico fresco).

2) Garantirsi l’acquisto di prodotti sani e del territorio (a “kilometro zero”… o quasi) direttamente all’interno del Mandamento.

3) Risparmiare comprando direttamente dai produttori: la filiera corta reca di per sé un vantaggio economico, ma l’abbattimento del costo dipenderà anche dalla quantità delle richieste che riusciremo a racimolare.

4) Pagare un prezzo giusto ai produttori, per un “commercio equo”.

5) Scoprire le gioie dell’associarsi.

 Che vuol dire “prodotti del commercio equo” ?

Vuol dire che i contadini delle nostre campagne vendono prodotti di buona qualità ad un prezzo che consente loro di vivere in modo dignitoso; li vendono direttamente a noi senza altre mediazioni e speculazioni: il prezzo che pagheremo sarà il “giusto” compenso per chi produce.

 Che cosa serve?

-     Un locale per qualche ora una volta la settimana dove ricevere e confezionare la merce da distribuire ai componenti del gruppo d’acquisto: questo è stato individuato nella sede del Malaussene (piazzetta Resuttano 4)

-     Una o due persone capaci di raccogliere gli ordini settimanali, acquistare i prodotti presso i produttori precedentemente contattati, curare il confezionamento e il ritiro della merce da parte dei consumatori: poiché per questo servizio si propongono i ragazzi del Malaussene è corretto prevedere una retribuzione che dovrebbe scaturire da una quota fissa di servizio a carico di chi di volta in volta usufruisce del servizio.

-     L’esperienza di chi già ci ha provato ed è disposto a riprovarci con noi.

-     Una Commissione formata per controllare i prezzi e la qualità dei prodotti al fine di ottenere sempre il miglior rapporto qualità/prezzo in un clima di collaborazione e rispetto tra produttori e consumatori: si preferisce chi ha esperienza, ma tutti sono ben accetti.

-     Un numero minino di 15 famiglie aderenti che si impegnano a fare la spesa settimanalmente.

 Come funzionerà?

I soci scelgono i produttori da cui rifornirsi.

La preferenza sarà data ai prodotti biologici certificati, ma per “colmare il paniere” delle offerte possono essere introdotti anche altri produttori che saranno vagliati dalla Commissione.

Le persone che coordinano il lavoro (un giorno la settimana, per esempio il sabato, contatteranno i produttori e raccoglieranno le disponibilità di prodotti per la settimana successiva.

Gli stessi trasmetteranno, con un semplice foglio in excel, l’elenco dei prodotti disponibili e i prezzi unitari ai soci.

Questi ultimi, utilizzando lo stesso foglio excel, indicheranno prodotti e quantità che intendono acquistare e ritrasmetteranno il foglio entro, per esempio, il lunedì.

Il ragazzi raccoglieranno questi ordini per i produttori.

I produttori il mercoledì mattina (sempre come esempio) faranno pervenire nel locale concordato  la merce richiesta.

Qui i ragazzi confezioneranno la merce che i soci ritireranno nel pomeriggio, possibilmente senza uso di automobili, ma con pratici carrellini.

 Perché si dà la preferenza ai prodotti biologici?

L’agricoltura biologica è un’agricoltura che si sviluppa su terreni sani, lontano da fonti di inquinamento (centri abitati, zone industriali, discariche, grandi vie di comunicazione);

che interferisce al minimo con i naturali processi bio-chimici del terreno (arature ridotte e superficiali, inerbimento controllato);

che concima le piante utilizzando letame non contaminato, farine fossili, estratti vegetali;

che pratica il sovescio (interramento dello sfalcio, dei residui vegetali, delle erbe infestanti, delle piante azotanti);

che difende le piante dalle malattie e dai parassiti utilizzando estratti vegetali, composti minerali a minimo impatto ambientale (solfato di rame, poltiglia bordolese, soluzione di propoli, ecc. ), antagonisti naturali (insetti predatori, batteri che inducono malattie sui parassiti, ecc. ) trappole cromatiche e olfattive;

che rispetta i naturali tempi di crescita e maturazione dei prodotti;

che conserva i prodotti con tecniche a basso o nullo impatto ambientale (refrigerazione, atmosfera modificata, ecc. ) e senza residui tossici.

L’agricoltura biologica non sconvolge i naturali processi bio-chimici del terreno con l’uso di profonde arature, diserbanti, fumiganti, disinfestanti;

non concima con concimi chimici e ormoni;

non utilizza ogm, cioè piante e sementi geneticamente modificati;

non difende le piante con fitofarmaci di sintesi;

non interferisce con i naturali tempi di crescita e maturazione dei prodotti e quindi non usa alleganti, cascolanti e antica scolanti (impediscono o accelerano la caduta dei frutti), sostanze che rallentano o accelerano la maturazione, coloranti (per far sembrare matura la frutta acerba!);

non conserva i raccolti utilizzando sostanze chimiche inquinanti e residuanti.

Come conosceremo i produttori?

Poiché i tempi di fornitura e di ritiro della merce sono diversi, mentre è importante avere un rapporto diretto tra il gruppo ed i fornitori, si organizzeranno incontri mirati e gite fuori porta in modo da vedere come e dove si produce (pensate a quanto potrà piacere ai nostri bambini, spesso così “cittadini”!).